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Riprendiamo
il volo verso la terra magica per eccellenza, sempre che siate disposti
a seguirmi, in questi giorni di caldo soffocante, strade deserte e prati
riarsi.
Spesso le
ambientazioni fantasy si rifanno al periodo medievale: castelli,
roccaforti, cavalli, camini, balli, dame, cavalieri, ecc... tutto ciò
che nell'immaginario collettivo evoca l'età detta "oscura".
Eppure nel medioevo non erano tutte rose e fiori; ad esempio, non
c'erano bagni, la pulizia lasciava molto a desiderare, le strade erano
latrine e cielo aperto, addirittura nelle corti gli uomini, a tavola,
non esistendo i tovaglioli né le forchette, si pulivano le mani sui
capelli delle donne o sul pelo dei cani che venivano lasciati liberi di
gironzolare nelle sale da pranzo. Vi risparmio altri particolari
sgradevoli per la nostra mentalità moderna, ma vi assicuro che il
medioevo non aveva certo tutto quel fascino che il fantasy gli
attribuisce. Inoltre la magia non esisteva, erano tutti timorati di Dio,
o così volevano far credere. Il periodo storico in cui fiorì il
pensiero magico, fu invece il Rinascimento. Si può quindi dire che il
fantasy attinge a piene mani sia dal medioevo che dal Rinascimento, per
dar vita ad un'epoca fantastica che esiste solo nelle nostre menti, nei
nostri cuori, nei nostri sogni.
Eh
già, a tutti noi sarebbe piaciuto poter vivere in un'epoca del genere,
ma non è possibile, purtroppo... o no? Leggete la canzone di Angelo
Branduardi
qua sotto e poi ditemi se, chiudendo gli occhi, non vi sentite
trasportare in quelle sale, in quei castelli, in quei tempi da fiaba:
Il
signore di Baux
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
Passi
di mille cavalieri
segnano
i suoi sentieri,
vegliano
dall'alto nella notte
gelidi
i suoi pensieri...
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
Gemono
nel sonno i suoi cani
sognando
della caccia,
siede
a banchetto la sua dama
lo
sguardo assorto...
fuoco
e calore nelle tue sale
danze,
colori e allegria,
canti
e rumori, suoni di risa
nella
tua casa, signore di Baux.
La
casa sua il signore di Baux
l'ha
costruita sui sassi...
e
ancora lei rimane là
e
guarda passare gli anni...
voli
di uccelli verso il mare,
l'ombra
dei suoi pensieri,
ha
imbiancato le sue sale
il
vento salato...
Fuoco
e calore nelle tue sale
danze,
colori allegria
canti
e rumori, suoni di risa
nella
tua casa, signore di Baux.
Purtroppo
non ho trovato il midi con la relativa musica e in sottofondo ho
messo una musica in stile medievale.
Le
parole della canzone ricordano un po' le sale degli antichi castelli
della Cornovaglia, affacciati sull'oceano, con le donne, sugli
spalti, in attesa dei loro uomini partiti per mare, per la battaglia. Chissà,
magari qualcuna di loro, scrutando l'orizzonte in attesa di vedere la prua
della nave che avrebbe riportato indietro i loro uomini, è riuscita a
scorgere, anche solo per un attimo, la bruma che celava ad occhi
indiscreti l'isola di Avalon, in lontananza. Forse sono state proprio
quelle donne, chiuse in casa da mattina a sera, a ricamare ed
affaccendarsi affinché la servitù rigasse dritto, affinché il loro
signore e padrone trovasse tutto in ordine al ritorno, a sognare di
poter volare via, in un altro luogo, dove vivere in libertà una vita
piena di magia e di avventura.
Posiamoci
di nuovo a terra, con ancora negli occhi e nel cuore la visione
delle nebbie della fantasia che proteggono Avalon dalla vista di
chi non sa cosa farsene dei sogni ad occhi aperti. Presto riprenderemo
il viaggio verso quell'isola, e prima o poi vi approderemo.
Un
giorno ci ritroveremo tutti ad Avalon!
Ariel
la fatina
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