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IN VOLO VERSO AVALON - 2

Riprendiamo il volo verso la terra magica per eccellenza, sempre che siate disposti a seguirmi, in questi giorni di caldo soffocante, strade deserte e prati riarsi.

Spesso le ambientazioni fantasy si rifanno al periodo medievale: castelli, roccaforti, cavalli, camini, balli, dame, cavalieri, ecc... tutto ciò che nell'immaginario collettivo evoca l'età detta "oscura". Eppure nel medioevo non erano tutte rose e fiori; ad esempio, non c'erano bagni, la pulizia lasciava molto a desiderare, le strade erano latrine e cielo aperto, addirittura nelle corti gli uomini, a tavola, non esistendo i tovaglioli né le forchette, si pulivano le mani sui capelli delle donne o sul pelo dei cani che venivano lasciati liberi di gironzolare nelle sale da pranzo. Vi risparmio altri particolari sgradevoli per la nostra mentalità moderna, ma vi assicuro che il medioevo non aveva certo tutto quel fascino che il fantasy gli attribuisce. Inoltre la magia non esisteva, erano tutti timorati di Dio, o così volevano far credere. Il periodo storico in cui fiorì il pensiero magico, fu invece il Rinascimento. Si può quindi dire che il fantasy attinge a piene mani sia dal medioevo che dal Rinascimento, per dar vita ad un'epoca fantastica che esiste solo nelle nostre menti, nei nostri cuori, nei nostri sogni.

Eh già, a tutti noi sarebbe piaciuto poter vivere in un'epoca del genere, ma non è possibile, purtroppo... o no? Leggete la canzone di Angelo Branduardi qua sotto e poi ditemi se, chiudendo gli occhi, non vi sentite trasportare in quelle sale, in quei castelli, in quei tempi da fiaba:

Il signore di Baux

La casa sua il signore di Baux

l'ha costruita sui sassi...

La casa sua il signore di Baux

l'ha costruita sui sassi...

 

Passi di mille cavalieri

segnano i suoi sentieri,

vegliano dall'alto nella notte

gelidi i suoi pensieri...

 

La casa sua il signore di Baux

l'ha costruita sui sassi...

 

Gemono nel sonno i suoi cani

sognando della caccia,

siede a banchetto la sua dama

lo sguardo assorto...

fuoco e calore nelle tue sale

danze, colori e allegria,

canti e rumori, suoni di risa

nella tua casa, signore di Baux.

 

La casa sua il signore di Baux

l'ha costruita sui sassi...

e ancora lei rimane là

e guarda passare gli anni...

voli di uccelli verso il mare,

l'ombra dei suoi pensieri,

ha imbiancato le sue sale

il vento salato...

 

Fuoco e calore nelle tue sale

danze, colori allegria

canti e rumori, suoni di risa

nella tua casa, signore di Baux.

 

Purtroppo non ho trovato il midi con la relativa musica e in sottofondo ho messo una musica in stile medievale.

Le parole della canzone ricordano un po' le sale degli antichi castelli della Cornovaglia, affacciati sull'oceano, con le donne, sugli spalti, in attesa dei loro uomini partiti per mare, per la battaglia. Chissà, magari qualcuna di loro, scrutando l'orizzonte in attesa di vedere la prua della nave che avrebbe riportato indietro i loro uomini, è riuscita a scorgere, anche solo per un attimo, la bruma che celava ad occhi indiscreti l'isola di Avalon, in lontananza. Forse sono state proprio quelle donne, chiuse in casa da mattina a sera, a ricamare ed affaccendarsi affinché la servitù rigasse dritto, affinché il loro signore e padrone trovasse tutto in ordine al ritorno, a sognare di poter volare via, in un altro luogo, dove vivere in libertà una vita piena di magia e di avventura.

Posiamoci di nuovo a terra, con ancora negli occhi e nel cuore la visione delle nebbie della fantasia che proteggono Avalon dalla vista di chi non sa cosa farsene dei sogni ad occhi aperti. Presto riprenderemo il viaggio verso quell'isola, e prima o poi vi approderemo.

Un giorno ci ritroveremo tutti ad Avalon!

Ariel la fatina

 

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