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“Tutti
hanno un mondo segreto dentro. Proprio tutti. Ovunque. Non importa
quanto siano stupidi o noiosi all’esterno. Dentro hanno dei mondi
inimmaginabili, magnifici, meravigliosi, stupidi, stupefacenti… Non
uno solo. Centinaia, migliaia forse.”
E Neil Gaiman di mondi ne ha tanti dentro, mondi
inimmaginabili, magnifici, meravigliosi, stupidi, stupefacenti, proprio
come fa dire ad uno dei suoi personaggi nel volume a fumetti Il gioco della vita.
Neil Gaiman, nato a Porchester in
Gran Bretagna nel 1960, è sposato e ha tre figli. Colleziona libri,
giacche di pelle e magliette nere tutte uguali. Vive in una grande casa
oscura in mezzo a un bosco, piena di gatti misteriosi. Ha lavorato per anni come giornalista di vari periodici e
quotidiani inglesi, scrivendo nel frattempo due saggi: Ghastly.
Oltre la Fede
e un’analisi della Guida
Galattica per Autostoppisti (un romanzo di fantascienza-comica di
Douglas Adams). La sua prima graphic-novel (romanzo grafico) è stata Casi
Violenti, illustrata da Dave McKean. Con Sandman
(illustrato da vari disegnatori), scritto per la DC Comics, vince il
World Fantasy Award, uno dei più prestigiosi riconoscimenti nel campo
della letteratura fantastica. Ha scritto anche un romanzo in
collaborazione con Terry Pratchett, Buoni
Auspici, e grazie alla BBC ha dato alla luce la serie di telefilms,
mai uscita in Italia, Neverwhere,
che poi diverrà un libro, uscito in Italia con il titolo Nessun
Dove e che parla di un fantastico mondo che vive e pulsa nel
sottosuolo di Londra.
Questo è Neil Gaiman in poche
parole, e forse sarebbe soddisfatto, lui, che si parlasse in modo così
sintetico della sua vita e dei suoi lavori. Lo penso perché, dopo aver
letto alcune interviste che gli sono state rivolte, mi sono fatta
l’idea di una persona modesta, piena di voglia di raccontare e volontà
di dar vita ai suoi sogni. E’ stato uno dei pochi che ha saputo
rivoluzionare il mondo del fumetto, soprattutto con Sandman, e per farvi
capire cosa ciò significhi voglio parlarvi di Sandman.
L’idea di un Uomo della Sabbia
trae origine da una leggenda secondo la quale, durante la notte, un uomo
scuro, signore dei sogni, fa cadere sulle palpebre dei bambini che non
ne vogliono sapere di prender sonno, alcuni granelli di sabbia per farli
addormentare.
Gaiman, per il suo Sandman, si rifà
anche ad un personaggio già presente in due diversi fumetti della DC e
della Vertigo.
Sandman (o Morpheus, o Murphy, o
Signore dei Sogni, o… be’, i nomi con cui viene indicato sono molti)
è alto, di carnagione bianca, con capelli scuri e occhi neri e profondi
(somiglia un po’ allo stesso Gaiman!). Indossa un lungo vestito nero
ed un mantello cangiante, oppure pantaloni neri, maglietta bianca e
cappotto nero. E’ uno dei sette Eterni di questo universo: Destino,
Morte (Death), Sogno (Dream), Distruzione, Desiderio, Disperazione,
Delirio, questi i loro nomi, che rappresentano alcuni dei sentimenti che
albergano negli esseri umani, sentimenti che non conoscono frontiere né
differenze culturali. Esistono fin dalla nascita dell’universo, da
quando il primo atomo è apparso e ha iniziato la sua vita, seguendo il
suo destino, e scompariranno solo alla fine di questo universo.
Il fumetto di Sandman, diviso in
vari volumi (vedi bibliografia), è stato illustrato da vari grafici,
tra i quali Dave McKean, conosciuto da Gaiman quando ancora era alle
prime armi e assieme al quale ha portato il fumetto a livello di opera
letteraria. La trama di fondo espone in modo originale e spesso
drammatico svariati temi, prendendo spunto da miti e leggende di tutto
il mondo, da numerosi eroi dei fumetti classici, da canzoni, religioni,
grandi artisti del passato (Shakespeare per esempio) e li combina in un
crescendo di suspence che appassiona anche i non amanti del fumetto. Le
tavole sono diverse dai soliti disegni, vengono curati i particolari, la
luce, il colore, addirittura il carattere delle parole, diverso per ogni
personaggio di spicco (ce n’è uno per ogni Eterno, ma ad esempio,
anche Bast ha un proprio carattere grafico) racchiuso all’interno di
particolarissimi balloons.
“Avevo sentito la gente invocare Murphy, ma non avrei mai immaginato che
esistesse. Fu come incontrare un dio o qualcuno del genere. Non ti
immagini che si facciano vedere. […] Non so quelle parole in che
lingua fossero, ma mi sembrava che avrei dovuto capirle… o piuttosto
che una parte di me le capiva, ad un livello molto intimo.”
Questo è ciò che dice la
protagonista de Il gioco della
Vita (serie Sandman); il
suo nome è Barbie, e vi lascio immaginare a cosa si sia ispirato Gaiman!
Grazie a lui anche i miti moderni e consumistici assumono una vita
particolare, uno spessore che mai avremmo potuto immaginare. Le
descrizioni dei suoi personaggi sono delicate, come carezze su petali di
rosa, che improvvisamente lui strappa e trascina in un valzer infuriato.
Gaiman ha le chiavi per accedere al nostro immaginario collettivo, le
chiavi di Keras ed Elephas, i cancelli che conducono al mondo dei sogni,
ed allo stesso tempo ha le chiavi della Realtà. Richard Mayhew, il
protagonista di Nessun Dove,
alla fine del romanzo ha in mano una spada, e la agita davanti ad un
muro.
“Cosa stai facendo?”
“Sto facendo una porta”
“Dovresti mettere via quell’affare. Ti manderanno dentro per possesso
di armi.”
Come il suo personaggio Gaiman crea
porte e fornisce le chiavi per accedervi; ne fornisce sempre due: una è
la chiave per dare uno sguardo particolare alla realtà, l’altra è
per sbirciare, da un’imprevista visuale, il mondo della fantasia. Come
Lovecraft e molti altri scrittori del fantastico, Gaiman è un
equilibrista, oscillante tra due mondi e questo equilibrismo si respira
in ogni sua opera: nei The Books of Magic, dove
un ragazzino si ritrova ad essere il mago più potente di tutti i tempi
(un novello Harry Potter dai toni più violenti e surreali rispetto al
mago della Rowling), nelle sue graphic-novels, come Stardust
o Cacciatori di Sogni, nei
suoi romanzi.
Gaiman crea vite e le distrugge e
in quell’intermezzo scolpisce a tutto tondo ogni singolo personaggio,
anche quello che sembra il più insignificante.
“Comunque mi è andata bene, vero? Voglio dire, quanti, quindicimila
anni? Abbastanza bene, no? Ho vissuto un bel po’.”
“Hai vissuto quanto gli altri, una vita intera. Né più. Né meno. Una
vita intera.”
Dice Death a Bernie Capax, uno dei
tanti misteriosi esseri umani dalla lunghissima vita di cui le opere di
Gaiman sono piene. Dalle persone più in vista alle persone che vivono
spesso ai margini della società (come barboni, pazzi, omosessuali),
ogni vita ha un inizio ed una fine, ogni vita racchiude qualcosa di
interessante, di prezioso, e si intreccia, inevitabilmente, con le vite
degli altri. Ognuno ha bisogno degli altri, chiunque essi siano, dei
loro sogni e delle loro realtà.
La grande attenzione ai particolari
è notevole e spesso sorprende in modo inatteso, come una delle tavole
contenute in Stardust, nella
quale l’illustratore nasconde tra i vari visitatori della fiera fatata
molti dei personaggi di altre opere di Gaiman (è stato entusiasmante
scoprirlo, e da lì iniziare una divertente caccia ai particolari in
ogni sua opera!), o riconoscere i vari miti e leggende, personaggi
appartenenti ad altri mondi, riferimenti a canzoni ed opere letterarie.
La ricchezza di idee, di originalità
e la voglia di sperimentare, portano continuamente Gaiman alla ricerca
di nuovi modi per esprimersi, per raccontare. Per ora ha abbandonato il
mondo del fumetto e magari ora è lì, nella sua misteriosa casa, a
prepararsi per esplorare nuovi orizzonti.
“Le cose vengono create, durano un po’ e poi spariscono. Imperi, città,
poesie e persone, atomi e mondi. Non si può iniziare un nuovo sogno
senza abbandonare l’ultimo.”
E’ Distruzione che parla, e le
sue parole sono quelle di Gaiman, lanciato verso nuovi mondi, nuovi
sogni.
Ci sarebbe ancora tanto da scrivere
a proposito delle sue opere, di ognuna di esse, e forse un giorno ve ne
parlerò, ma per ora vi lascio con una frase dell’ultimo volume di Sandman,
La Veglia:
“… e a quel punto, lottando per restare lucidi, con la speranza che
non finisca mai, certi che il sogno, una volta interrotto, non tornerà
mai più, … vi svegliate, ed è un nuovo inizio.”
Mairi
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