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Il primo ad ipotizzare l'esistenza del
continente Lemuria fu M.P. Sclater tra il 1850 e il 1860. Secondo Sclater
questo continente, che comprendeva l'attuale isola del Madagascar e si
estendeva fino a Sumatra e Ceylon, ospitò la prima civiltà umana, mentre
secondo un altro studioso, Heckel, Lemuria fu la culla delle scimmie
antropoidi e sorse e declinò in un arco di tempo che va dal Permiano (280
- 225 milioni di anni fa) al Nummulitico (eocene, 54 - 38 milioni di anni
fa). Secondo alcuni autori il corpo primevo degli abitanti di Lemuria era
un corpo "astrale" che via via, con il passare delle ere, ha
acquisito consistenza fino a diventare un corpo materiale. W.Scott-Elliot,
nella sua "Storia della Lemuria sommersa", scrive che i corpi
della prima razza madre erano come "giganteschi fantasmi". I
corpi solidi dei lemuriani erano dotati di due occhi rudimentali davanti e
un terzo occhio dietro la testa, in corrispondenza della ghiandola
pineale, l'occhio astrale. In seguito il corpo cambiò fino ad assumere
l'aspetto definitivo di un umanoide alto circa quattro metri, pelle bruno
giallastra, mascella inferiore allungata e faccia appiattita, occhi
piccoli e distanti dalla visione sia anteriore che laterale (il terzo
occhio permetteva di avere una visuale posteriore); portavano i capelli
corti e vestivano di pelli. Agli albori della loro razza i lemuriani
vivevano in capanne di legno e, in seguito, di pietre, cacciavano con aste
di legno appuntite. Nell'ultimo periodo costruirono città ciclopiche di
cui le statue nell'isola di Pasqua sono le uniche opere che rimangono.
Adoravano un'entità superiore identificata nel sole.
Gli abitanti di Lemuria morirono in
seguito ad una serie di cataclismi vulcanici, mentre il continente si
inabissò lentamente fino a scomparire del tutto nelle acque dell'Oceano
Pacifico.
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