|
Chiudi
gli occhi, Nefele,
e sogna...
Sul
pavimento era disegnata una rudimentale rosa dei venti racchiusa
all'interno di un pentacolo, e loro si trovavano in corrispondenza dei
quattro punti cardinali, ma fuori dal pentacolo... Un umano, un elfo, un
nano e un vampiro. Nefele girò su sé stessa per guardarli meglio e lesse
nei loro occhi una malcelata sorpresa mista a paura. Allungò una mano e
nell'aria attorno a lei scariche azzurrine si riversarono come acqua da
una cascata sui suoi lunghi capelli e sulla pelle nuda. L'avevano
rinchiusa al centro di una sfera spirituale, una gabbia di energia pura.
Cosa volevano da lei?
L'umano parlò per
primo - A me non sembra una dea... - - Cosa vorresti insinuare, Gerric?
L'evocazione ha avuto successo! - Il nano, rosso in volto, si protese
verso l'umano con i pugni serrati, fin quasi a perdere l'equilibrio.
L'elfo intervenne - Piantatela voi due, e tu, Vorian, mantieni la calma;
se ti sposti lei riuscirà a fuggire. Dobbiamo tenere chiuso il Cerchio. -
Il vampiro, l'unico rimasto in silenzio fino ad allora, sussurrò
dolcemente - Avrebbe tutto il diritto di provare a fuggire, signori miei.
L'abbiamo trasportata qui contro la sua volontà, e anche ammettendo che
riesca a fuggire, dove potrebbe andare? L'abbiamo intrappolata in un sogno
proprio per evitare la sua fuga. - Il vampiro incrociò lo sguardo di
Nefele - Hai capito, Dea delle nubi? Non puoi fuggire da questa gabbia. -
Poi sorrise - Io sono Derek, Primogenito dei vampiri della valle di
Riverland, la terra dei Cento Fiumi, e questi signori sono Vorian, Gran
Stregone nanico, Gerric, Figlio di Re Tory, attuale Signore della parte
nord di Riverland, ed Helialfar, ambasciatore del popolo degli elfi. -
Mentre parlava indicava a Nefele i suoi compagni. Una ben strana
compagnia... - Ti starai certamente chiedendo perché ti abbiamo chiamata
qui...
- - Ora basta, Derek! Non aggiungere altro. Lei non deve sapere, o
potrebbe vanificare ogni nostro sforzo. - La voce autoritaria di Helialfar
interruppe bruscamente la frase di Derek e il vampiro rivolse
un'occhiata carica d'odio all'elfo. Vorian s'intromise - Io proporrei di
iniziare il rituale e mettere fine a questa discussione. Ormai non manca
molto tempo al sorgere della luna. - Gli altri tre annuirono all'unisono.
Solo allora Nefele si rese conto che oltre il Pentacolo c'erano delle mura
e proprio di fronte a lei, si apriva il vano scuro di una finestra ad arco
acuto. Nubi nere solcavano il cielo lontano, e lei le sentiva, più che
vederle; ne percepiva la forza, l'immenso potere racchiuso nelle gocce
d'acqua sospese nel cielo notturno, la tensione elettrica che poteva
scatenarsi da un momento all'altro sotto forma di fulmini e saette, ad un
suo solo comando... Eppure non credeva di poter riuscire a comandare alle
nubi da quella gabbia d'energia. Lo Stregone aveva parlato di luna piena,
ma oltre le nubi si intravedeva solo una lieve fosforescenza verdastra e
nulla più. Mentre rifletteva sulla situazione, i suoi carcerieri
ripresero a parlare - La luna è già sorta, Vorian, ma le nubi la
nascondono. Forse è lei che... - - Zitto elfo! Non può comandare alle
nubi da dentro la gabbia. Tra non molto la luna dovrebbe apparire e allora
potremo procedere - - Sto iniziando a credere che questa non sia una dea.
E' un vero peccato doverla sacrificare per salvarci e comunque non
funzionerà. Continuerà a piovere in eterno e i raccolti saranno
rovinati, le case travolte dalle alluvioni. - L'umano si passò la lingua
sulle labbra,; la sua voce si era fatta roca - Non ho mai visto una donna
così bella. Non vedo perché dovremmo ucciderla... - - Fai silenzio! - Il
viso di Vorian era rosso per la rabbia - Umano blasfemo! Non
osare mai più rivolgerti in questi termini a una dea! Anche se dovrà
essere uccisa... - A metà del battibecco tra i suoi rapitori Nefele si era
accorta che il vampiro la stava fissando. Le sembrò che gli occhi di
Derek avessero un potere ipnotico. Più li guardava più le sembrava che
il suo corpo galleggiasse nell'aria, finché nella sua mente arrivò una
frase "Non avere paura, Nefele, tra poco sarai libera". La dea
inclinò la testa di lato e rimase stranamente tranquilla con gli occhi
persi in quelli del vampiro. Il
tempo trascorreva lento. L'umano si stava spazientendo e il nano lo teneva
sott'occhio. L'elfo aveva un'aria assente, con lo sguardo fisso nel nulla,
mentre il vampiro continuava a guardare Nefele. Poi
la luna apparve! Appena
i raggi lattescenti penetrarono attraverso la finestra e andarono a
bagnare la pelle chiara della Dea, Vorian alzò le braccia al cielo e
iniziò a cantilenare un incantesimo. Poco dopo fu seguito da Helialfar e
da Gerric. Quando fu il turno di Derek, qualcosa cambiò nell'aria. Lunghi
tentacoli d'ombra partirono dalle dita del vampiro e andarono a stringersi
attorno alle gole degli altri tre. Vorian fece in tempo a sussurrare -
Tradimento... - prima di essere soffocato. In poco tempo tutto finì.
Derek abbandonò il suo posto e la sfera d'energia che avvolgeva Nefele
scomparve in una pioggia di scintille azzurre. Il vampiro si avvicinò
alla Dea e le porse la mano. Nefele esitò, poi avanzò di un passo verso
di lui - Perché lo hai fatto? Perché volevano la mia vita? - Le parole
di Nefele risuonarono cristalline nella stanza semibuia. Derek
sorrise e le fece un inchino. - Da tempo Riverland rischia di cadere nelle
mani del caos. Piogge torrenziali e alluvioni devastano e distruggono i
raccolti, villaggi interi, città. La furia degli elementi si è scatenata
contro di noi, e questi stolti erano convinti che il sacrificio della Dea
delle nubi avrebbe riportato il tempo alla normalità. I quattro popoli
hanno mandato ognuno un ambasciatore ad assistere al sacrificio. Poveri
illusi! Sono ben altri gli dei che hanno condannato al buio Riverland. Ho
stretto un patto oscuro con quegli dei, e come pegno avevo promesso loro
la vita di un elfo, di un umano e di un nano. Ho onorato il patto. Ora
tocca a loro dimostrarsi degni di fiducia. Vieni! - Derek condusse Nefele
presso la finestra e la invitò ad affacciarsi. Lei lo fece e vide le nubi
diradarsi e lasciare filtrare in abbondanza la luce della luna. - E'
finita? - - No... - rispose Derek - ... questo è solo l'inizio. - Si
chinò e sfiorò con le labbra la mano di Nefele - Mi dispiace di aver
contribuito ad arrecarti disturbo; per farmi perdonare, accetta questo
dono. - Si tolse una lunga catena d'argento dal collo e la pose attorno al
collo della Dea. Dalla catena pendeva un cristallo trasparente. - Quando
ti troverai in pericolo di vita, alza davanti a te questo ciondolo. E'
intriso di magia; può ipnotizzare qualsiasi tipo di creatura. Nessuno ti
farà più del male, mia Signora. Ora il tempo sta per scadere, devi
tornare nel tuo mondo. - Nefele guardò il vampiro senza capire. - Perché
stai facendo tutto questo per me? Hai risparmiato la mia vita mentre, tra
tutti i partecipanti al rito, avresti dovuto essere il più malvagio. - -
Derek sorrise, un sorriso enigmatico, ma non rispose alla domanda, disse
invece - Forse ci rivedremo ancora, mia Signora. - Nefele fu sollevata in
aria da un vortice d'argento e l'ultima cosa che vide furono gli occhi
verdi del vampiro. Verdi e profondi... Nefele
si svegliò di soprassalto. Si era addormentata nei pressi di un laghetto
avvolto dalla nebbia ed ora la sua pelle luccicava di perle di rugiada.
Rabbrividì per l'intensa umidità e mentre si sollevava da terra sfiorò
con la mano un ciondolo che le pendeva dal collo. Afferrò il pendente tra
le mani tremanti: un cristallo trasparente agganciato ad una catena
d'argento. - Forse ci vedremo di nuovo, Derek... - il suo sussurro si
perse nelle nebbie soffici e bianche. Una
promessa ed un segreto...
Ariel
la fatina |