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Chiudi gli occhi, Arafel, e sogna...

- Ehi, sveglia! -

Sussurri attorno a lei. Arafel si voltò su un fianco, lievemente infastidita, in bilico tra la veglia e il sonno.

- Arafel, sveglia! - I sussurri continuavano. - Forse ha il sonno pesante. - disse una vocina diversa dalla prima - No, è sveglia, ma non vuole aprire gli occhi. - - L'avevo detto io di non disturbarla durante il sonno! - sentenziò una terza vocina. - Oh smettila! Eravamo tutte d'accordo, no? Lei ci ha detto di prenderla e portarla al suo cospetto, ormai siamo qui e dobbiamo svegliarla, so anche come... - Fu allora che Arafel sentì un gran dolore al lobo dell'orecchio, si tirò su di scatto, in mezzo ad un frullio di ali e stoffe leggere, finché nel trambusto non le si parò davanti agli occhi un esserino alto una ventina di centimetri, librato a mezz'aria, con le piccole mani piantate sui fianchi. Mentre Arafel, ancora inebetita dal sonno, decideva se mettersi ad urlare o tornare a dormire classificando l'accaduto come un sogno ad occhi aperti, l'esserino le parlò - Era ora, umana! Io sono Eileena, al servizio di Seren, la fata dei sogni, e queste sono le mie due compagne, Rikky e Minou. - Dai lati del letto altre due minuscole creature simili alla prima fecero capolino, una sorridendo e l'altra sbuffando. Per tutta risposta Arafel si tirò fin sul naso le coperte e con una mano tentò di cacciare le apparizioni. Le proteste delle tre creature non si fecero attendere - No, così ci colpirai! Non dirmi che non volevi incontrarci! - - La nostra Signora ci ha detto che l'hai chiamata! - - E smettila di agitare quella mano! Umpf, umani... - Poi Arafel sembrò calmarsi e rendersi conto di quel che stava accadendo -  Ma... ma ... voi siete fate! - balbettò - Ma va? Non l'avrei mai detto... - -  Smettila di fare la polemica Rikky. - Eileena si era avvicinata alla ragazza per tentare di spiegarle con voce dolce la loro presenza - Non far caso a Rikky, lei è fatta così, non le sta mai bene nulla. Ti chiedo scusa per il modo in cui ti abbiamo svegliata, ma in fondo sei stata tu a chiamare Seren. - - Io? Non ho mai... - Minou non le lasciò finire la frase; le volò vicina e le carezzò i capelli con la sua minuscola mano - Seren legge nei sogni degli Uomini. Sa che il tuo sogno più grande è quello di donare sogni e felicità agli altri e quindi ha deciso di incontrarti per realizzare il tuo desiderio... ha risposto alla tua chiamata! - Nel silenzio che seguì Arafel assimilò la notizia e, senza ancora credere del tutto a ciò che stava accadendo, buttò via le coperte e, al colmo della felicità, tentò di abbracciare la prima fata che riuscì ad agguantare. Minou ed Eileena la evitarono per un soffio, mentre Rikky si ritrovò stretta tra le mani della ragazza, che la ricoprì di baci - No, no, noooooooo, lasciamiiiiiiiiiiii!!! - Le altre risero di cuore, poi Eileena, che sembrava essere la capogruppo, esortò tutte ad uscire dalla finestra. Arafel la guardò perplessa - Io non ho le ali come voi, non potrò seguirvi! - Le fate sghignazzarono. - Sei sicura? - Minou alzò le mani ed una luce azzurra uscì dalla punta delle dita fino ad avvolgere Arafel. Un paio di splendide ali spuntavano ora dalle spalle dell'umana che le rimirò meravigliata nello specchio appeso ad una parete della sua camera - Che belle! Ma come avete fatto? - - Nei sogni tutto è possibile. - - Questo è un sogno? Allora posso volare! - E senza pensarci due volte si lanciò dalla finestra per precipitare di un paio di piani. Per fortuna il palazzo era alto e le tre fatine la afferrarono in tempo prima che raggiungesse il suolo. - Avere le ali non significa saper volare; devi imparare ad usarle, guarda! - Minou agitò le ali mostrando ad Arafel come fare, quindi Eileena le esortò ad andare - Su, il tempo passa e noi dobbiamo condurti al cospetto di Seren... - - ... nel "Luogo dove tutti i sogni si avverano" - finì la frase per lei Rikky.

Volarono al di sopra dei tetti della città, immerse in quello che sembrava un perenne crepuscolo dorato. Ogni tanto si affacciavano alle finestre delle case, a guardare gli abitanti che vi dormivano. In una stanza videro un bambino piccolissimo che piangeva - Gli è caduto l'orsacchiotto. - - Arafel entra e raccoglilo. - - Posso? - - Devi! - sbuffò Rikky. L'umana entrò e si mosse in punta di piedi verso il lettino del bimbo, raccolse l'orsacchiotto e lo mise tra le mani del piccolo che subito smise di piangere e riprese, felice, il sonno interrotto. Arafel raggiunse le altre soddisfatta - Avete visto? Non piange più! - Le fate annuirono ma non dissero nulla. Continuarono il loro volo; ogni tanto entravano nelle case per compiere piccole azioni: tirare su una coperta caduta a terra, trovare un oggetto perso e posizionarlo bene in vista, donare un sogno, e spesso chiedevano ad Arafel di agire, finché l'umana chiese - Come fate  a sapere cosa dovete fare ogni volta? In fondo non conoscete le persone che aiutate - - No, ma osserviamo molto. Ovunque andiamo, ovunque ci troviamo, osserviamo chi ci circonda, cerchiamo di capire chi abbiamo di fronte, di leggere nei loro cuori, di indovinare i loro bisogni. - - Non sempre è facile... - intervenne Minou - ... spesso sbagliamo nel capire le persone, gli umani sono così complicati... - ... e molte volte riceviamo in cambio solo insulti - concluse con amarezza Rikky. - Però è bello e divertente cercare di fare del proprio meglio per dare un po' di felicità agli altri. - All'improvviso un urlo proveniente da una casa vicina le fece sobbalzare. Volarono veloci e si affacciarono. Una donna era caduta dal letto ed ora lottava imprigionata nelle lenzuola. Senza indugio Arafel, armata di sorriso e buona volontà, entrò e aiutò la donna a districarsi dalle coperte. Inaspettatamente ricevette in cambio un pugno sul naso e vari irripetibili insulti. Quando tornò dalle fatine due grosse lacrime le solcavano il viso. - Volevo... volevo solo aiutarla! - - Povera Arafel! Non è raro incontrare persone che non vogliono essere aiutate, o persone che non sanno riconoscere un aiuto offerto loro. - - In questi casi se sei veramente determinata a far sorridere tipi del genere devi avere una ferrea volontà per continuare... - - ... oppure lasciarli perdere fin dall'inizio per evitare che trascinino anche te nel loro abisso di ignoranza... come sta succedendo ora a te... no Arafel!!! - la ragazza stava sempre più velocemente perdendo quota e rischiava di sfracellarsi al suolo. Le fate volarono leste in suo aiuto e ancora una volta la sollevarono in aria - Arafel, se hai il cuore pesante non puoi volare. -  - Basta poco per essere trascinati giù, una parola, un gesto... - - ... uno sguardo, un'offesa. - Arafel si asciugò le lacrime - Che fine avrei fatto se non ci foste state voi? - Forse le tue ali si sarebbero spezzate... - rispose Eileena - ... e non avresti più potuto volare. - -  Se hai qualcuno vicino a te, che ti tende una mano ogni volta che rischi di cadere... - - ... sarà più facile cancellare le lacrime e ripartire con nuovo entusiasmo. Ma se nessuno è vicino a te... - - ... e capita, oh se capita! - sbuffò ancora una volta Rikky - Allora dovrai avere la forza di riprendere da sola il volo. - - Qual'è il segreto per riprendere il volo? - Minou le volò vicino - Seren lo conosce, ecco siamo arrivate! Ora la incontrerai. -

Quando Arafel entrò nella camera e si rese conto che era la "sua" camera, spalancò gli occhi - Ma mi avevate detto che saremmo andate nel posto dove nascono tutti i sogni, invece siamo tornate indietro! - - Ebbene Arafel, non essere sorpresa. - Le tre fatine si inchinarono ad una splendida apparizione: una fata altissima, avvolta in una luce lilla, che sedeva sul letto di Arafel. - Questo è il posto da cui nascono tutti i sogni, i tuoi sogni. Vuoi conoscere qual'è il segreto per volare? E' lo stesso segreto per dare la felicità e donare i sogni agli altri: devi essere tu per prima felice! Non sto parlando di una semplice effimera felicità, ma di gioia. Nei giorni che verranno sarai spesso felice, o triste, euforica o abbattuta, incontrerai persone di ogni tipo, ti troverai in compagnia o completamente sola. Aiuterai e sarai aiutata, cadrai e ti rialzerai mille volte. Sempre sarà difficile per te parlare agli altri di gioia e di sogni, dovrai lottare per difendere ciò che sei, ciò in cui credi, non perché tu sia superiore agli altri, ma perché tu sei speciale come gli altri, ed è questa certezza che ti terrà in volo. - Seren si alzò dal letto e si avvicinò ad una tremante Arafel - Io ti dono questo sacchetto, è polvere fatata. - La fata lasciò cadere un piccolo sacchetto nelle mani di Arafel - Ogni volta che vorrai donare un sogno stringilo forte e pensa a questo momento, la gioia invaderà il tuo cuore e ti renderà leggera. Addio Arafel, o forse solo arrivederci... - Un vortice d'argento partì dalle mani di Seren e travolse tutte loro, scuotendole come fuscelli in una tempesta. 

Arafel fece capolino da sotto le coperte e subito un raggio di sole la investì. - Oggi sarà una bella giornata! - si disse allegramente. Oltretutto il sogno di quella notte l'aveva lasciata di buonumore, uno strano sogno... Certo che la fantasia gioca strani scherzi! Scansò le coperte di lato e si accinse ad alzarsi, quando un luccichio sul cuscino attirò la sua attenzione. Allungò la mano e si trovò a stringere un piccolo sacchetto dalla foggia strana. Lo aprì e un po' di polvere, che sembrava ombretto, uscì dall'apertura. Subito sentì il cuore riempirsi di una gioia così grande che si sarebbe messa a volare... a volare... Solo allora si rese conto che quello era molto simile al sacchetto di polvere fatata del sogno. Non poté fare a meno di guardarsi allo specchio, lì dove nel sogno le spuntavano le ali, e al loro posto scorse il riflesso della finestra, dalla quale poteva vedere una parte della sua città. Rise di cuore. 

Una promessa di gioia e un sogno...

Ariel la fatina

 

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