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Battendo le ali, in
volo verso una terra di sogno, ci si può facilmente imbattere in esseri
leggendari, più o meno temibili.
Unicorni, cavalli
alati, draghi e tanti altri ancora.
In una tale giostra di
esseri fantastici potremmo essere indotti a staccare i piedi da terra
per volare lontano, verso nuovi orizzonti, verso Avalon. Eppure c'è
sempre la realtà che incombe, pronta con la sua logica a spezzare ogni
tentativo di librarsi in alto, oltre il quotidiano.
Iniziamo dagli unicorni.
Cavalli dal candido
mantello, simbolo di castità e purezza. Il loro segno distintivo è il
lungo corno ritorto che spunta dalla fronte. E proprio il lungo corno
trasse in inganno le genti del passato. Sulle spiagge del mare del nord
spesso furono rinvenuti corni ritorti lunghi fino a due metri. A quale
animale appartenevano? Le genti del passato non difettavano certo di
fantasia e fu così che nacque l'unicorno; ma quel lungo corno era in
realtà un dente di narvalo, mammifero marino. I maschi di questo
parente del delfino posseggono solo due denti di cui uno si sviluppa e
cresce fino a raggiungere circa i due metri di lunghezza, arma micidiale
contro gli altri narvali maschi nella lotta per la difesa del
territorio.
Ciclope
In Sicilia, secoli fa, furono
ritrovati teschi enormi con due zanne che sporgevano dalla bocca e
un'unica orbita centrale. Sembrava senza dubbio il teschio di un
umanoide alto più di due metri con un unico occhio al centro della
fronte. Questa convinzione rimase in piedi fino all'inizio dell'800,
quando qualcuno si rese conto che il teschio del gigante da un solo
occhio altro non era che il teschio di un elefante nano vissuto in
Sicilia migliaia di anni fa e l'orbita al centro della fronte era la
cavità da cui partiva la proboscide dell'elefante.
Sirene
Splendide donne dalla
coda di pesce che cantano attirando ignari marinai tra le loro braccia e
verso la morte. Nella nebbia, all'alba, è facile prendere abbagli, e
credere che quelle figure dal canto melodico e il corpo sinuoso, adagiate
sugli scogli, possano essere sirene. Niente di più sbagliato! Sono
i sirenidi (Lamantini e Dugonghi), mammiferi marini o d'acqua dolce dal
carattere mite, erbivori. Il loro richiamo somiglia in modo inquietante,
e fuorviante, al dolce canto di una fanciulla.
Streghe
Donne dai grandi
poteri, malvagie o benevole a seconda della loro indole. Magia bianca o
magia nera. Pozioni, Sabbah, malefìci...
L'inquisizione ne
bruciò a centinaia.
Povere donne,
colpevoli di aver cercato solo di sopravvivere. Nel XV secolo la fame
divorava la povera gente. Per non morire di fame le donne macinavano con
o al posto del grano la segale, per fare la farina e poi il pane.
I chicchi di segale, a differenza di quelli di grano, vengono attaccati
da un fungo chiamato Claviceps purpurea contenente l'ergotina, un
potente allucinogeno. Ecco chi fu bruciato sul rogo quattrocento anni
fa, non potenti e malvagie streghe, ma solo povere contadine affamate in
preda a visioni infernali causate dall'ergotina e dai vividi sermoni di
preti troppo zelanti.
Lupi
mannari e vampiri
Uluati nella notte,
zanne, sangue, morte.
Poveri esseri umani!
Quanta fantasia, eppure la natura ne ha ben di più. Il lupo mannaro è
solo un essere umano in preda ad una malattia psichica che gli fa
credere di potersi trasformare veramente in lupo. Il vampirismo è solo
una malattia chiamata fotofobia, che costringe a non sopportare la luce
del sole, a rinchiudersi in casa per evitare i raggi luminosi con la
conseguenza che la pelle assume un pallore mortale.
Ogni nuova scoperta
scientifica è come una penna che viene strappata alle ali della nostra
fantasia.
Non esistono unicorni,
ne' sirene, né tanto meno draghi, probabilmente emersi dalla fantasia
popolare dopo il ritrovamento di qualche scheletro di dinosauro.
Perché ci hanno
ingannato così, facendoci credere nell'esistenza di animali fantastici
e splendidi se poi non vi è niente di vero in queste storie?
Inganni, fantasmi del
passato, follia...
Per quanto mi
riguarda, ho una mente e una cultura fin troppo scientifiche per
poter credere all'esistenza di unicorni, fate, fantasmi, ecc... Troppo
scientifica... eppure sono qui, a scrivere ogni giorno di fate,
cavalieri, maghi, boschi incantati. Le mie ali sono integre e nessuna
penna è stata strappata.
Quale sarà il segreto
che mi permette di volare verso Avalon e, contemporaneamente, di
rimanere con i piedi ben saldi a terra?
Il testo della canzone
che segue è di Francesco Guccini; parla di una magica collina
(forse proprio quella di Avalon!) dalla quale si può cadere e finire
dritti nelle braccia gelide della realtà:
La
collina
da
L'isola non trovata [1971]
Dove
finisce la città, dove il rumore se ne va,
c'è
una collina che nessuno vede mai
perché
una nebbia come un velo la ricopre fino al cielo dall'eternità...
Nessuno
mai la troverà la strada, forse in altra età
si
è conosciuta, ma l'abbiam scordata ormai:
l'abbiam
scordata e si è perduta lungo i giorni della vita dall'eternità...
Forse
l'abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n'è andato dalla mente.
Cercala
negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente.
Oh,
se solamente io potessi rivederla com'è adesso per un'ora!
So
di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora.
Ricordo
che alla sommità c'è un uomo che sta sempre là,
per
impedire che qualcuno cada giù
da
quella magica collina, dalla parte che declina e non ritorni più...
Anch'io
tra i fiori, tempo fa, giocavo sulla sommità
con
i compagni miei, dentro alla segale,
ma
il prenditore non mi ha scorto quando son caduto al mondo per l'eternità
La musica in
sottofondo è "Book of days" di Enya.
Non ho mai
oltrepassato alcun confine, vivo in bilico su una sottile linea tra il
reale e il sogno. Lo conosco bene, il confine, è difficile rimanervi in
equilibrio ma non impossibile. E' questo il mio segreto, è così che
riesco a vedere gli unicorni da una parte e i denti dei narvali
dall'altra. Sogno e realtà sono due serpenti intrecciati che si mordono
la coda (vi ricorda qualcosa questa citazione?). L'uno non può esistere
senza l'altro.
Ecco a voi, vi
restituisco le penne che vi hanno strappato. Non permettete mai a
nessuno di strapparvi altre penne, i vostri sogni; non si può vivere
senza uno dei due serpenti.
E verrà il giorno in
cui ci ritroveremo tutti ad Avalon!
Ariel
la fatina
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