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IN VOLO VERSO AVALON - 3

Battendo le ali, in volo verso una terra di sogno, ci si può facilmente imbattere in esseri leggendari, più o meno temibili.

Unicorni, cavalli alati, draghi e tanti altri ancora.

In una tale giostra di esseri fantastici potremmo essere indotti a staccare i piedi da terra per volare lontano, verso nuovi orizzonti, verso Avalon. Eppure c'è sempre la realtà che incombe, pronta con la sua logica a spezzare ogni tentativo di librarsi in alto, oltre il quotidiano.

Iniziamo dagli unicorni.

Cavalli dal candido mantello, simbolo di castità e purezza. Il loro segno distintivo è il lungo corno ritorto che spunta dalla fronte. E proprio il lungo corno trasse in inganno le genti del passato. Sulle spiagge del mare del nord spesso furono rinvenuti corni ritorti lunghi fino a due metri. A quale animale appartenevano? Le genti del passato non difettavano certo di fantasia e fu così che nacque l'unicorno; ma quel lungo corno era in realtà un dente di narvalo, mammifero marino. I maschi di questo parente del delfino posseggono solo due denti di cui uno si sviluppa e cresce fino a raggiungere circa i due metri di lunghezza, arma micidiale contro gli altri narvali maschi nella lotta per la difesa del territorio.

Ciclope

In Sicilia, secoli fa, furono ritrovati teschi enormi con due zanne che sporgevano dalla bocca e un'unica orbita centrale. Sembrava senza dubbio il teschio di un umanoide alto più di due metri con un unico occhio al centro della fronte. Questa convinzione rimase in piedi fino all'inizio dell'800, quando qualcuno si rese conto che il teschio del gigante da un solo occhio altro non era che il teschio di un elefante nano vissuto in Sicilia migliaia di anni fa e l'orbita al centro della fronte era la cavità da cui partiva la proboscide dell'elefante.

Sirene

Splendide donne dalla coda di pesce che cantano attirando ignari marinai tra le loro braccia e verso la morte. Nella nebbia, all'alba, è facile prendere abbagli, e credere che quelle figure dal canto melodico e il corpo sinuoso, adagiate sugli scogli, possano essere sirene. Niente di più sbagliato! Sono i sirenidi (Lamantini e Dugonghi), mammiferi marini o d'acqua dolce dal carattere mite, erbivori. Il loro richiamo somiglia in modo inquietante, e fuorviante, al dolce canto di una fanciulla.

Streghe

Donne dai grandi poteri, malvagie o benevole a seconda della loro indole. Magia bianca o magia nera. Pozioni, Sabbah, malefìci...

L'inquisizione ne bruciò a centinaia.

Povere donne, colpevoli di aver cercato solo di sopravvivere. Nel XV secolo la fame divorava la povera gente. Per non morire di fame le donne macinavano con o al posto del grano la segale, per fare la farina  e poi il pane. I chicchi di segale, a differenza di quelli di grano, vengono attaccati da un fungo chiamato Claviceps purpurea contenente l'ergotina, un potente allucinogeno. Ecco chi fu bruciato sul rogo quattrocento anni fa, non potenti e malvagie streghe, ma solo povere contadine affamate in preda a visioni infernali causate dall'ergotina e dai vividi sermoni di preti troppo zelanti.

Lupi mannari e vampiri

Uluati nella notte, zanne, sangue, morte.

Poveri esseri umani! Quanta fantasia, eppure la natura ne ha ben di più. Il lupo mannaro è solo un essere umano in preda ad una malattia psichica che gli fa credere di potersi trasformare veramente in lupo. Il vampirismo è solo una malattia chiamata fotofobia, che costringe a non sopportare la luce del sole, a rinchiudersi in casa per evitare i raggi luminosi con la conseguenza che la pelle assume un pallore mortale.

 

Ogni nuova scoperta scientifica è come una penna che viene strappata alle ali della nostra fantasia.

Non esistono unicorni, ne' sirene, né tanto meno draghi, probabilmente emersi dalla fantasia popolare dopo il ritrovamento di qualche scheletro di dinosauro.

Perché ci hanno ingannato così, facendoci credere nell'esistenza di animali fantastici e splendidi se poi non vi è niente di vero in queste storie?

Inganni, fantasmi del passato, follia...

Per quanto mi riguarda, ho una mente e una cultura fin troppo scientifiche per poter credere all'esistenza di unicorni, fate, fantasmi, ecc... Troppo scientifica... eppure sono qui, a scrivere ogni giorno di fate, cavalieri, maghi, boschi incantati. Le mie ali sono integre e nessuna penna è stata strappata.

Quale sarà il segreto che mi permette di volare verso Avalon e, contemporaneamente, di rimanere con i piedi ben saldi a terra?

Il testo della canzone che segue è di Francesco Guccini; parla di una magica collina (forse proprio quella di Avalon!) dalla quale si può cadere e finire dritti nelle braccia gelide della realtà:

La collina

da L'isola non trovata [1971]

Dove finisce la città, dove il rumore se ne va,

c'è una collina che nessuno vede mai

perché una nebbia come un velo la ricopre fino al cielo dall'eternità...

 

Nessuno mai la troverà la strada, forse in altra età

si è conosciuta, ma l'abbiam scordata ormai:

l'abbiam scordata e si è perduta lungo i giorni della vita dall'eternità...

 

Forse l'abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n'è andato dalla mente.

Cercala negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente.

Oh, se solamente io potessi rivederla com'è adesso per un'ora!

So di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora.

 

Ricordo che alla sommità c'è un uomo che sta sempre là,

per impedire che qualcuno cada giù

da quella magica collina, dalla parte che declina e non ritorni più...

 

Anch'io tra i fiori, tempo fa, giocavo sulla sommità

con i compagni miei, dentro alla segale,

ma il prenditore non mi ha scorto quando son caduto al mondo per l'eternità

La musica in sottofondo è "Book of days" di Enya.

Non ho mai oltrepassato alcun confine, vivo in bilico su una sottile linea tra il reale e il sogno. Lo conosco bene, il confine, è difficile rimanervi in equilibrio ma non impossibile. E' questo il mio segreto, è così che riesco a vedere gli unicorni da una parte e i denti dei narvali dall'altra. Sogno e realtà sono due serpenti intrecciati che si mordono la coda (vi ricorda qualcosa questa citazione?). L'uno non può esistere senza l'altro.

Ecco a voi, vi restituisco le penne che vi hanno strappato. Non permettete mai a nessuno di strapparvi altre penne, i vostri sogni; non si può vivere senza uno dei due serpenti.

E verrà il giorno in cui ci ritroveremo tutti ad Avalon!

Ariel la fatina

 

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