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Chiudi gli occhi, Shalyzar, e sogna...

 

 Notte. Una città sconosciuta.
Per le strade deserte una leggera brezza spazzava i vicoli bui. Dalle finestre di alcune case la luce tremolante di una candela rischiarava a malapena il selciato. Shalyzar camminava lentamente; ogni tanto si voltava indietro poiché le sembrava di sentire un rumore di passi alle sue spalle.
Presenze dietro di lei.
Non si era mai sentita così sola in un sogno.
Sì, era sola in quel sogno, perché per la prima volta il sogno era interamente suo.
 
La ladra di sogni affrettò il passo. Vicoli bui e deserti si aprivano davanti a lei, sempre nuovi. SI chiese che posto fosse quello. Non aveva mai percorso un sogno così... così... vuoto! Ecco, vuoto le sembrò l'espressione più adatta.
All'improvviso i passi si fecero più insistenti. Shalyzar provò ad utilizzare i suoi poteri di Ladra, ma non accadde nulla. Iniziò a correre. Le sue gambe pesavano. Una svolta, una piccola piazza...
- Shalyzar, mia piccola creatura, perché fuggi? - Un uomo alto, dalla pelle chiarissima, le comparve innanzi. I suoi occhi brillavano come stelle d'inverno, il suo mantello cangiava di attimo in attimo, riflettendo i sogni di tutti gli uomini della Terra e oltre...
- Chi sei? - Nell'attimo stesso in cui lo diceva Shalyzar si rese conto di conoscere bene l'uomo che le stava davanti. Sussurrò - Sandman... - - Sì, uno dei Sette Immortali. Vieni piccola. - Il Signore dei Sogni le prese delicatamente una mano e la condusse con se, di casa in casa, sbirciando dalle finestre.
Le mostrò i sogni degli Uomini e delle Donne, i sogni dei Gatti e degli Dei. Le parlò del mondo dei sogni, dei fili che legano i due mondi, quello reale e quello onirico, della poesia che entrambi racchiudono, di come non possono vivere l'uno senza l'altro. Shalyzar si sentiva al sicuro al suo fianco, ne sentiva il calore, la forza, il potere.
Poi Sandman le parlò di un dono.
- Piccola mia, mia piccola scintilla di Sogno. Da lungo tempo sono intimo amico di Titania, Regina suprema delle fate e spesso mi è capitato di passare nel piano d'esistenza chiamato Faerie per incontrare la mia amica.
Poiché questo  sogno ti è stato donato da una fata, ti chiedo di ricambiare gentilmente il favore portando questo involto nella realtà di Faerie. Ti mostrerò la strada, ascolta. - Il paesaggio cambiò e i due si trovarono in uno spiazzo d'erba, lontano da ogni centro abitato. La luna ricamava coi suoi raggi trine di luce lattescente tra i fili d'erba.
Sandman porse un piccolo involto a Shalyzar e le indicò un punto lontano con la mano. - Vedi quel tronco d'albero isolato? - In lontananza, nell'oscurità, si stagliava un vecchio moncone d'albero - Dovrai recarti laggiù e posare questo involto ai piedi del tronco. Una fata uscirà fuori dalle radici della vecchia pianta e prenderà il pacco. Molti oggetti lascerà ai tuoi piedi in cambio, gioielli e preziosi, ma tu prendi solo la vecchia chiave arrugginita e riportala indietro - Detto ciò incitò con una piccola spinta la ladra. Shalyzar si avviò verso il tronco e arrivata nei pressi posò a terra l'involto come Sandman le aveva detto di fare.
Subito una minuscola fata verde dall'aria birichina fece la sua comparsa tra le radici contorte del vecchio tronco. Sorrise a Shalyzar e prese velocemente l'involto. Poi si ritirò di nuovo all'interno del tronco e sparì. Al suo posto comparvero rubini e diamanti, anelli e collane di una bellezza abbacinante. Shalyzar fu tentata da tutti quei tesori, ma memore delle parole del Signore dei Sogni prese solo una piccola chiave arrugginita.
Tornò dal suo Signore e gli porse la chiave. - Ben fatto piccola mia. - Sandman sorrise e le stelle nei suoi occhi brillarono - Questa chiave ora è tua. Ti permetterà di trovare i passaggi che conducono a Faerie, ma fai attenzione, è pericoloso addentrarsi in quelle terre senza una guida. Più una cosa è bella, più complessa è la sua natura, e pericolosa, e rischiosa. Non entrare a Faerie finché non ne avrai appreso tutti i segreti. - Detto questo Sandman scomparve dalla sua vista e Shalizar fu presa in un vortice d'argento e trascinata fino al mondo della Veglia.
 
Al suo risveglio l'alba l'accolse coi suoi raggi dorati.
- Che strano sogno! - Esclamò Shalyzar
Poi, sentì qualcosa di freddo nella sua mano. L'aprì. Una piccola chiave arrugginita le premeva sul palmo. Shalyzar sorrise. Un sogno tutto suo ed un segreto tutto suo...
 

Ariel la fatina

 

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