Equiseto:
Equisetum arvenseFamiglia:
Equisetacee
Caratteristiche: ha
due tipi di fusti: fertili (foto sotto) e sterili (foto a sinistra). I
primi raggiungono un'altezza di circa 30 cm, sono privi di ramificazioni
e portano sulla sommità ciascuno una sporoteca (strobilo) che se scossa
lascia uscire le spore in una nuvola giallo-verde. I rami fertili
raggiungono i 60 cm d'altezza, sono verde brillante e presentano nodi e
ramificazioni laterali che partono a raggiera da ogni nodo. La parete
dei fusti contiene cristalli di silice.
Periodo di
fioritura: marzo/aprile (fra maggio e giugno è sterile)
Habitat: cresce
in ambienti umidi e in prossimità di corsi d'acqua.
Curiosità:
il suo nome deriva dal latino equus (cavallo) e seta (crine), cioè
"coda di cavallo". A causa della forte presenza di silice nei
fusti gli equiseti venivano usati per lucidare oggetti in legno e
metallo.
Proprietà
officinali: i fusti sterili contengono acido silicico,
saponina, flavonoidi e sostanze amare. Utile come emostatico,
remineralizzante, diuretico e antitubercolare, è usato moltissimo in
preparazioni di erboristeria.
In cucina:
I contadini lo usavano in cucina come
sostituto di carne e pesce bollendone in acqua i giovani germogli
fertili che poi venivano infarinati e cotti nell'olio, oppure venivano
consumati canditi all'aceto.
In erboristeria viene utilizzato il
fusto sterile essiccato al sole e ridotto in polvere pestandolo al
mortaio o passato al macinino da caffè. La polvere così ottenuta viene
consumata in quantità di un cucchiaino da caffè diluito in acqua o
mischiato a un po' di miele.
Attenzione! Non usare in cucina piante di
equiseto irrorate da erbicidi o fertilizzanti. Raccogliere solo fusti
lontani dalle strade. Lavarli molto bene prima dell'uso. L'equiseto non
risulta essere una pianta tossica, ma è meglio non consumarne in grande
quantità (due cucchiaini da caffè di polvere di equiseto al giorno
sono sicuri).
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